babywearing · Il meraviglioso mondo di Puppy

Dalla rubrica “Questa ve la devo proprio raccontare”

Dell’uscita con marsupio very easy e la mamma impreparata

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Con una bella giornata come questa Cucciolo ed io ci siamo avventurati verso la nostra ennesima giornata in marsupio, obiettivo del giorno: cercare un nido per settembre bello e confortevole (sul nido, scelta e motivazioni post ad hoc).

Considerata l’epica sfacchinata dell’uscita in marsupio dell’altro giorno, ed in attesa di uno zainetto fighissimo ordinato su #privalia, alleggerisco la borsa del cambio di tutto il superfluo, tanto noi si esce al massimo un’oretta (e qui neanche il Murphy più pessimista del pianeta poteva prevedere ciò che avrei dovuto affrontare).

Arriviamo alla meta e chiacchieriamo con la direttrice e una docente. Bla bla bla, corsi di musica per piccolissimi, un’insegnante di inglese madrelingua, bla bla bla, personale qualificato per l’igiene dei lattanti, mensa bio, area giochi esterna, palestra coperta con annessa piscina di palline e chi più ne ha più ne metta. Chiedo di poter fare un giro magari senza curiosare nelle aule, solo poter dare un’occhiata alla struttura ma durante le ore in cui ci sono i bimbi non è consentito girovagare.

“MMM” penso io, cercando di placare la mia curiosità…  ed  ecco…  in mio soccorso arriva quel bambolotto di mio figlio, come se fossimo d’accordo su un diabolico piano, che molla una mega puzza tutt’altro che silenziosa e mi offre la possibilità di chiedere un favore, “posso cambiarlo?”.

Ridiamo tutte,  il rumore è stato davvero potente, io so che è solo aria ma loro no, e annuncio che  Cucciolo avrà avuto una scarica di pupù e che non sarebbe il caso lasciarlo bagnato fino a casa. Le due si guardano con aria rassegnata, sono consapevoli del mio mezzuccio per sbirciare, ma acconsentono di accompagnarmi alla nursery per un rapido cambio pannolino.

Pienamente soddisfatta del mio escamotage seguo l’insegnante al fasciatoio dove trovo un’operatrice predisposta alla pulizia dei pargoli; mi offre il suo aiuto che declino con nonchalance, da mamma super organizzata quale NON sono ed inizio tutta compiaciuta a spogliare Cucciolo, ignara dell’imminente tragedia greca.

Pannolino completamente pulito ma cacca in ogni dove: body, salopette, magliettina e cappottino completamente intrisi di cacca giallissima e liquidissima, schiena completamente imbrattata, piedino che in un movimento convulso raccoglie una grande dose di pupù precedentemente spalmata sul materassino. La situazione è grave, gravissima,  non ho nulla dietro se non un capellino di ricambio (non sia mai cade quello che indossa), le salviettine imbevute e un pannolino per la filosofia dell’alleggerimento. Mi sento persa, non so da dove iniziare, ho le mani sporche di cacca e ho caldo… Guardo disperata l’operatrice la quale mi rimanda uno sguardo tra il divertito/rimprovero/imbarazzo (ho la cacca anche nel marsupio) e mi offre dei vestitini di bimbi ormai grandicelli lasciati da genitori generosi.

Ok, grazie mille signora, lei è gentilissima… no, non ho il bodino, e no, neanche la maglietta, non ho nulla, grazie mille non si preoccupi se questa tutina è 12 mesi ed il mio ne ha solo 2… e… scusi di maglietta ne ha un’altra? Mio figlio ha appena rigurgitato l’anima…

Infatti sarà l’ambiente nuovo, la percezione della mia agitazione, o forse ha capito che eravamo in avanscoperta del futuro nido, ma Cucciolo ha dato il meglio di se: urli a squarciagola,  vomitini da esorcizzato, un pianto che neanche lo stessi torturando.

Lo pulisco con difficoltà, lui si dimena, piange, protesta, io sudo, sono in ansia e ho sua cacca sul viso. Intanto è l’orario della pulizia dei bimbi, devo lasciare la nursery, stanno aspettando che vada via. Ancora non riesco a placare quei lacrimoni, ancora non gli ho messo il cappottino (sporco tra l’altro), ancora non so come ne uscirò viva…

Il mio avvilimento è palese, l’operatrice mi rincuora, mi dice che capita spesso, molte mamme escono sprovvedute di cambio, ci si distrae ogni tanto eh!

Alla fine riesco a rivestire Cucciolo, le cose gli stanno enormi, i pantaloni gli penzolano, sembra un bimbo di strada ma non oso lamentarmi, lo ripiazzo nel marsupio (sporco), saluto, ringrazio tutti e mi dileguo.

Mi sono sentita del tutto impreparata all’emergenza, inadeguata e sprovveduta. Come ho potuto ritenere superflua una tutina di ricambio? Nella filosofia alleggerimento quanto pesa sta benedetta tutina?

E così una passeggiata di un’oretta è stata più stancante e stressante della Napoli-Capri a nuoto. Questa vita da mamma mi sfinisce…  La vedo dura, molto dura.

 

#epicfail #nido #bimboalnido #marsupio #babywearing #ergobaby

2 risposte a "Dalla rubrica “Questa ve la devo proprio raccontare”"

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